Assenzio, il mito della Fata Verde

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Assenzio

assenzioL’Assenzio è un distillato che, oltre ad una elevata gradazione alcolica, possiede un fascino estremamente forte nonostante non sia certamente un prodotto alcolico di uso molto comune.

L’Assenzio è senza dubbio legato al ruolo che ebbe in Francia nel corso del diciannovesimo e ventesimo secolo, divenendo simbolo di un periodo storico molto importante e discutibile anche ai giorni nostri, intorno al quale sono nate storie e leggende che vengono tutt’ora citate.

Certamente l’Assenzio non è da considerarsi un liquore, ma un vero e proprio distillato: viene prodotto mediante la macerazione di alcune specie vegetali, tra le quali l’assenzio maggiore (dal quale prende il nome) finocchio, melissa, issopo, anice stellata, la quale dona il tipico odore.

Le erbe macerate vengono successivamente distillate ed il prodotto finale contiene un volume alcolico compreso tra il 45% ed il 65%, per poter permettere la stabilità della clorofilla, presente nel composto; alcune distillerie solevano aggiungere particolari fragranze donate da piante come camomilla, menta, coriandolo ecc ecc.

Nascita dell’Assenzio

L’Assenzio venne prodotto per la prima volta in Svizzera nel 1792 da un medico francese emigrato a Couvet, nella Val De Travers, nella zona francofona in cui l’assenzio maggiore cresce in quantità tali da indurre il dottor Ordinarie a distillare la pianta dalle note proprietà mediche.

Il medico distillava un prodotto pari al 60% di volume alcolico il cui uso era principalmente destinato alla cura dei malanni, tipico dei tonici dell’epoca, ed era conosciuto con il nomignolo di Fee Verte, fata verde, per via del colore caratteristico.

Quando il distillato alle erbe varcò i confini ed arrivò in Francia divenne la bevanda simbolo di una intera generazione che influenzò la società, in particolar modo l’arte, in maniera determinante come mai nel passato.

Esso ha infatti avuto un impatto culturale enorme, e mai prima di allora, ne successivamente, un prodotto ha avuto una importanza come quella che la Fata Verde ebbe nella società europea tra l’800 e il ‘900.

Assenzio e bohemien

Nella Francia dei bohemien l’Assenzio era al centro dei ritrovi degli artisti e veniva consumato in grandi quantità, tanto da venire considerato una musa ispiratrice: il poeta Arthur Rimbaud, il quale coniugava i propri versi sotto l’effetto del distillato, definì l’assenzio salvia dei ghiacciai.

The_Absinthe_DrinkerSecondo il biografo dello scrittore, Rimbaud usava la bevanda come strumento artistico dedito a scardinare i sensi, dandogli la possibilità di diventare veggente.

Il poeta Baudelarie, altro consumatore della fata verde, classificò l’assenzio al primo posto tra le sostanze ispiratrice, oltre il vino e l’oppio, come descrisse in “Le poison”.

Manet del 1859 sconvolse il Salone di Parigi presentando il dipinto “Il bevitore di assenzio” che rappresentava la figura di tale Collaret, antieroe alcolista dei tempi; nel 1876 Degas dipinse “L’assenzio”, producendo uno dei suoi capolavori senza tempo.

Nel 1914 Picasso presentò “bicchiere di assenzio”, una delle sculture in bronzo del celebre artista.

Paul Verlaine, Emile Zola, Oscar Wilde, Alfred Jarry furono altri noti bevitori della leggendaria bevanda; Guy de Maupassant descrisse in una proprio racconto le disavventure di un protagonista dopo aver abusato di Assenzio; si narra inoltre che Vincent Van Gogh si tagliò l’orecchio in preda ai fumi della fata verde.

Data la moda dilagante degli artisti di bere il distillato è possibile affermare che l’Assenzio influenzò in maniera decisiva il Surrealismo, il Modernismo, il Simbolismo, l’Impressionismo ed il Cubismo.

Anche in Italia ebbe la sua importanza nello stesso periodo storico, nel quale il movimento della Scapigliatura rispecchiava, pur con meno impatto, i moti dei Bohemien in Francia, compresi gli eccessi.

Consumo dell’Assenzio

assenzioL’Assenzio divenne tanto consumato che in tutta Parigi esisteva “l’ora verde”, e cioè il momento intorno alle 5 pomeridiane in cui gli artisti dell’epoca prendevano d’assalto i locali per iniziare a consumare l’alcolico.

L’Assenzio veniva consumato secondo un rituale comune che rendeva la bevanda più appetibile; la dose di alcolico veniva versata in un bicchiere a forma di calice, preferibilmente di tipo Pontalier, sopra al quale veniva posto un cucchiaio forato su cui era adagiata una zolletta di zucchero.

Lo zucchero veniva quindi sciolto grazie all’azione di acqua fredda che veniva versata tramite un altro bicchiere, addolcendo ed allungando il drink.

Assenzio e proibizionismo

Nel 1915 l’Assenzio fu bandito per via dalla dilangante piaga dell’alcolismo, sostenendo che la Fata Verde fosse la causa di tutti i mali.

Tale considerazione era in parte vera: alcune distillerie solevano infatti produrre un surrogato del distillato originale, molto più economico, e successivamente colorarlo con sostanze che adulteravano il prodotto: si trattava di solfati di rame che potevano portare all’insorgere di forme di avvelenamento.

Inoltre l’olio essenziale dell’Assenzio maggiore contiene il tujone, una sostanza che può portare alla comparsa di crisi epilettiche, anche se la quantità intossicante necessaria equivale all’assunzione di dosi di bevanda impossibili da sostenere.

Molto più probabile che l’Assenzio venne bandito per motivi commerciali: dato l’uso dilagante del distillato verde i produttori di vino, ma anche le distillerie che producevano Cognac, versavano in crisi perchè ai loro prodotti veniva preferito il prodotto dagli effetti onirici e quasi magici.

assenzio PernodPer tali motivi i produttori francesi fecero pressione al governo per mettere al bando la bevanda che aveva scompigliato il mercato degli alcolici, oltre che i costumi della società.

Attualmente il proibizionismo nei confronti dell’Assenzio risulta essere in vigore, tuttavia una legge del 1988 chiarisce che il bando è relativo non allo specifico distillato ma alle bevande con un contenuto di tujone al di sopra di una soglia, limite che nessun tipo di distillato del genere ha mai raggiunto.

Per questo motivo l’Assenzio è normalmente prodotto, venduto e consumato, anche se non conserva più il fascino di un tempo: la maggior parte dei prodotti in circolazione possono essere paragonati ad un Pastis particolarmente aromatizzato.

Cocktail e Assenzio

L’Assenzio viene parzialmente utilizzato nella miscelazione ed è possibile considerare Ernest Hemingway come il primo autore di un cocktail a base di Fata Verde; nel trattato “Death in the afternoon” (in italiano “morte nel pomeriggio”) il celebre scrittore cita un drink elaborato con un jigger di Assenzio servito in un flute, nel quale viene successivamente aggiunto dello Champagne freddo sino a che il liquido non assuma una opalescenza simile al latte.

Il celebre scrittore predicava di berne da tre a cinque, lentamente.

Il Death in the afternoon, così venne chiamato il cocktail, fu il primo di una serie; uno dei più noti drink a base di Assenzio è il Fascinator, composto da:

  • 2 parti di Gin
  • 1 parte di Dry Vermouth
  • 2 dash di Assenzio
  • una foglia di menta

 

Riscoperta dell’Assenzio

mansintheL’Assenzio fu riscoperto come bevanda simbolo di una generazione di scrittori decadenti americani degli anni 2000, situati tra San Francisco e New Orleans e che hanno nella scrittrice Poppy Z Brite l’esponente più nota.

Curiosamente Marilyn Manson, leader della omonima band statunitense, ha lanciato il suo brand di Assenzio prodotto in Svizzera chiamato Mansinthe, con una gradazione alcolica pari a 66,6% ed un costo di circa 50 euro a bottiglia.

Marche di Assenzio

La Pernod produce ancora il proprio Assenzio, discendente del distillato più consumato nei suoi anni di gloria; altre marche del distillato sono L’Ancienne, Jade, Butterfly, Roquette e molti altri.

 

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