Francesco Di Gioia e A’Barraca nella California d’Italia

francesco di gioia

francesco di gioiaSi parla con Francesco un pomeriggio di metà febbraio, accumunati dall’elemento acqua; lui cammina sulla spiaggia osservando il mare Adriatico dal lungo mare di Bisceglie, noi ci ripariamo dalla pioggia battente di una tipica giornata uggiosa.

Onestamente invidiosi della sua condizione iniziamo una piacevole e rilassante chiacchierata per scoprire le opinioni di Francesco, che spaziano tra bar, madre terra e gente del posto.

 

Le esperienze

COME HAI INIZIATO?
“La mia esperienza inizia quando all’età di 13 anni entrai per la prima volta in un bar!

Succedeva che in estate lavoravo, durante le vacanze dalla scuola alberghiera che frequentavo.

Dopo alcune esperienze fuori, anche come cameriere, all’età di 18 anni ho realizzato che il posto che più mi piaceva era all’interno del bar, iniziando dalla caffetteria.

Quando incontrai Gianni, all’età di 22 anni, iniziammo a lavorare insieme in un locale che lui aveva proprio di fronte al mare; sino a quando aprimmo il locale insieme, oramai 7 anni fa.”

A’Barraca e la terra

“Il locale lo abbiamo tirato su io, Gianni e Maurizio a nostra immagine e somiglianza, adattando le station alle nostre comodità; lavorare qui è come mettere le mani nelle nostre tasche.

a barracaIn sostanza è un chiosco sulla spiaggia totalmente costruito in legno, e lo abbiamo fatto tutto da noi. Aprendo ad aprile, già da marzo ci presentiamo al locale con gli attrezzi e ricostruiamo il locale eseguendo alcune modifiche e migliorie; questa fa parte della nostra cultura perchè qui dalle nostre parti molte persone hanno una casa in campagna o qualcosa di simile.

Noi abbiamo deciso di restare qui, pur conoscendo i limiti derivati dalla zona, non siamo certo paragonabili alle grandi piazze che trovi nelle città, ma noi siamo un poco come i calciatori brasiliani che soffrono di saudade.

Il fatto di poter passeggiare in riva al mare per una mezz’ora eliminando lo stress è una cosa a cui non posso rinunciare [infatti mentre parliamo Francesco passeggia sulla sabbia, ndr], non potrei colmare questa mancanza pagando una mensilità in una palestra a Milano; osservare i ciliegi in fiore nelle campagne qui intorno e preparare poi i cocktail con quelle stesse ciliegie è un valore che non si può acquistare!

E’ per questo che noi vogliamo stare nella nostra città.”

Proseguendo…

“Noi mediamo moltissimo con la clientela perchè portiamo delle informazioni che sono differenti da ciò che si è sempre vissuto qui; cerchiamo di informare sui prodotti e sulle materie prime, e ad ora ci siamo ritagliati una buona fascia di pubblico.

Qui, ad esempio, la birra è intoccabile: anche le birrerie hanno avuto le loro difficoltà iniziali. La tradizione prevedeva infatti le classiche birre da 66cl, criticate ma da sempre acquistate.

Noi abbiamo portato delle novità prima che lo facessero gli altri: tre o quattro anni fa iniziammo con i primi Moscow Mule e la gente non conosceva affatto il drink: una volta si beveva solo caipirinha e caipiroska.”

LA VOSTRA CLIENTELA è LOCALE O CI SONO ANCHE TURISTI?
francesco di gioia“Abbiamo entrambi i tipi di clienti, anche per via della zona in cui siamo: questo fatto ci permette di venire a contatto anche con stranieri, che in zona sono in crescita.

Credo che in futuro avremo sempre più turismo anche al di fuori di quello italiano perchè qui non manca davvero nulla: abbiamo infrastruture, anche se forse insufficienti, una bella litoranea, brava gente e un’ottima cucina!”

 

SECONDO TE PERCHE’ LE PERSONE NON CONOSCONO LA VOSTRA ZONA?
“Penso che non tutti credano alla stessa mia maniera nelle potenzialità del luogo, non si rema tutti dalla stessa parte: se uno rema al contrario, uno fuori tempo, ed uno non rema è difficile raggiungere la riva desiderata.”

L’inverno

LA VOSTRA STAGIONE VA DA APRILE SINO A SETTEMBRE, COSA FAI DURANTE GLI ALTRI MESI?
“La scorsa stagione è stata perfetta, senza neanche un solo giorno di pioggia, percui abbiamo lavorato molto e con tanto entusiasmo.

In inverno mi concedo delle vacanze, anche se spesso coincidono con un lato del nostro lavoro. Spesso faccio un giro in Franciacorta, che è il nostro divagarci.

francesco di gioiaIo e Gianni abbiamo un progetto di American Bar Catering con cui portiamo in giro il concetto di American Bar nei luoghi in cui non c’è una attrezzattura adeguata oppure in occasione di eventi occasionali o cerimonie.

Ci occupiamo anche di aiutare con un minimo di consulenza, percui il tempo libero non è poi così tanto.”

 

Opinioni

JIGGER VERSUS METAL POUR
“Noi usiamo entrambi i tool, a seconda dell’esigenza, anche se da noi il jigger è visto ancora con tanta diffidenza e più di una persona si “lamenta”; noi siamo stati dei pionieri in tal senso perchè siamo tra i primi ad averlo introdotto sui banchi.

La diffidenza della gente sta nel fatto che credano che vogliamo fare economia, alcuni, anche se ironicamente, ci danno degli spilorci.

Io uso fare questo confronto: se un panettiere vuole fare una buona focaccia ha bisogno anche di una bilancia per le dosi, alla stessa maniera il jigger aiuta a creare un buon drink.

Alcuni faticano ancora a capirlo, ma non diamo molta importanza…alle volte capita di esaudire le richieste di chi vuole più alcol, è una mediazione che concediamo, ma fa parte del rapporto che si crea con il pubblico.

Io sfido chiunque a riuscire ad imporre al 100% questo concetto, qui la gente ha fama di avere la testa dura!”

 

Per coloro i quali vogliano continuare a bere bene anche durante la stagione invernale, Francesco e Gianni, insieme ad i loro collaboratori, stanno preparando una grande sorpresa di cui sapremo molto di più prima dell’inizio dell’autunno…

 

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