Gian Nicola Libardi, magia e passione per il territorio

barman gian nicola libardi

Gian Nicola

barman gian nicola libardiGian Nicola Libardi è un grande barman, noto per portare la propria arte in giro per l’Italia, quando non è alle prese con il banco del Tatikakeya, il locale nel quale delizia i suoi clienti con le sue creazioni.

Gian Nicola è un puro, una di quelle persone che sono animate dalla passione nel fare ciò che fanno; sarà per via dei suoi numerosi viaggi all’estero che, si sa, aiutano ad avere una visione più ampia della vita; o forse perchè il territorio nel quale vive e lavora, il Trentino, è luogo ideale per rimettersi in pace ed in armonia con il mondo.

Gian Nicola è molto propenso a discutere di temi legati al mondo del bartending ed in generale di ogni argomento, dimostrando un equilibrio ed una gentilezza unici.

Inizi e formazione

“Ho iniziato quando avevo circa 16 anni lavorando durante le stagioni estive dalla mie parti, dato che sono zone turistiche: era la metà degli anni 90 ed eravamo nel pieno del boom delle birrerie.

Per circa dieci anni ho frequentato questi locali, unitamente alle discoteche, e dopo alcune esperienze in giro ho iniziato la mia attività.

Ho alternato un lungo periodo della mia vita lavorando l’estate, passando il resto dell’anno all’estero con la famiglia, specialmente in Asia. Per molti anni la nostra vita si è quindi svolta divisa tra il Trentino e l’estero, almeno fino a quando mia figlia maggiore non ha iniziato ad andare a scuola.

Il bagaglio culturale di questa esperienza e’ stato molto importante sotto molti punti di vista. Tornato in pianta stabile in Italia mi sono dedicato pienamente al mondo del bar studiando molto (anche da autodidatta attingendo alle innumerevoli fonti che al giorno d’oggi sono disponibili) frequentando corsi, master e cercando di arricchirmi con più’ esperienze possibili.

Barman territoriali

COSA CI FA UN BARMAN DELLA TUA ESPERIENZA IN UN BAR STAGIONALE IN TRENTINO?

“E’ una scelta di vita” la vita di un barman è spesso squilibrata per via degli orari e racchiusa, nella maggior parte dei casi, nel medesimo locale con le solite dinamiche.

Il locale più bello può diventare una gabbia dorata, e non si sposa con il fatto di avere una famiglia, come nel mio caso.

Io sono in un ambiente molto tranquillo, immerso nella natura, davanti ad un lago e senza traffico: sono tutto il giorno assieme alla mia famiglia e seguo i miei figli che scorrazzano all’aria aperta, vedendoli crescere.


COME E’ IL TATIKAKEYA?
tatikakeya“Il locale è all’interno di un campeggio, in una zona non di passaggio, difficile da trovare a meno che qualcuno non conosca già il posto, ci si arriva per passaparola e la maggior parte dei clienti è straniera.

Per entrare bisogna registrarsi all’ingresso e nei momenti di grande affollamento non sempre è concesso entrare.

Una volta entrati l’ambiente è molto informale e vacanziero, un open space con una vista incantevole sulle rive del lago di Caldonazzo.

L’inverno il locale è chiuso, e dall’anno scorso ho avuto la possibilità e il piacere di lavorare in bellissimi locali in tutta Italia in collaborazione con Roner, Velier, e Marzadro per il progetto di “Notti Di…stillate”.

Per la storica distilleria Roner sono felice di svolgere il ruolo di ambasciatore e di promuovere i buoni prodotti della mia regione.”

BARMAN DI PROVINCIA
“Lavorare in provincia può’ avere degli aspetti negativi, quali un minor bacino di utenza, una cultura meno radicata al consumo dei drinks a dispetto di una proposta più’ tradizionale.

Il lato positivo è che potenzialmente si ha più’ tempo per le proprie creazioni, si può’ diventare un punto di riferimento e si possono aiutare i clienti ad ampliare le loro conoscenze, coinvolgendoli e spiegando il tuo operato oltre ad avere un rapporto molto semplice e amichevole con loro;.

Credo molto nel proporre prodotti legati al territorio: io abito tra le montagne e quello che trovo qui non lo puoi trovare altrove.

Uso corteccie di alberi, fiori di montagna, licheni.

Porto il Trentino in giro perchè ognuno di noi ha una sua unicità ed è un peccato non sfruttare questa grandissima risorsa che abbiamo in Italia


Prodotti territoriali

DISTILLATI LOCALI E GRAPPA
barman gian nicola libardi“Uso molti prodotti territoriali, dalla grappa ai numerosi distillati alla frutta tipici dell’arco alpino che sono un tesoro inesplorato.

Oltre ai classici distillati rum, vodka, gin, tequila, ecc. si possono utilizzare in miscelazione ottimi distillati prodotti con le pere, con le more, con le bacche del sambuco,  con le pigne.

Sono prodotti con una grande storia alle spalle che derivano dalla farmacopea popolare: nei primi anni del ‘900 e durante la guerra le famiglie si preparavano la grappa ed altri distillati che servivano anche per curare tutti i piccoli malanni.

Pur essendoci ancora molti pregiudizi sull’utilizzo del distillato italiano in miscelazione, la grappa è ad oggi un distillato più’ nobile e versatile alla pari di un buon whisky,  rum o cognac, avendo nel corso degli anni subito un processo di smussamento che la rende meno spigolosa.

E’ altresì vero che c’è un grande ritorno a gusti forti e genuini come quelli del Mezcal, Cachaça, Clairin, quindi perché’ non dovrebbe essere altrettanto per il nostro distillato italiano?”
DRINK AUTOCTONI
“Mi piace la connessione tra bere e cucina; Konca & kibuddha, uno dei must dello scorso inverno è un drink a base grappa di Gewurztraminer e caratterizzato dalla cipolla tagliata molto fine e quindi bruciata che fa da crustas al bicchiere.

La cipolla ci regala tre sapori molto interessanti: la dolcezza, l’amaro della bruciatura e il grasso dopo essere stata passata in padella che andranno in contrapposizione con la freschezza del succo fresco di Lime.

Il nome del drink prende spunto dal sardo “testa di cipolla” : è molto curioso da proporre ed è molto intrigante per il cliente.”

ECCELLENZE IN PROVINCIA
I locali più’ famosi li conosciamo tutti. Mi fa piacere citare alcuni professionisti che lavorano nella provincia con i quali ho avuto la fortuna di lavorare per una serata e che mi hanno arricchito e stupito.
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Penso a belle realtà come il Mylounge di Luca Simonetta, ideatore della bartender battle, ma anche di un bel format drinks & panini gourmet che funziona davvero bene, o alla pazzia e sregolatezza di Luca Granero dell’Hasu lounge bar di Alba che secondo me ha una bellissima creatività, al bel lavoro che fanno Andrea Calore e Max Morandi allo Small Batch di Abano, alle fini miscele di Andrea Bettiol tra Bassano e Cittadella, all’impegno dei ragazzi del Tiffany a Bolzano e le belle realtà che stanno nascendo nella mia regione, alla simpatia e le creazioni sempre al limite di Charles Flamminio a Riccione, Jonatan Abarbanel e Matteo al les Rouges di Genova, l’accoglienza incredibile di Leandro Serra a La Maddalena, la grandissima selezione di bottiglie dell’instancabile Cinzia all’Estremadura di Verbania e scappando dal tema provincia un bellissimo ricordo delle serate passate a Torino in compagnia di Walter Gosso, a Roma da Joy Napolitano e Paolo Sanna, a Milano da Max Tijuana e Teo Stafforini.

Ci sarebbero tantissimi altri ragazzi da citare con i quali non ho ancora avuto il piacere di lavorare dietro il banco come Debora Tarozzo ed Elis Carriero ad esempio, compagni di squadra nel Roner team per Baritalia, ma sono davvero tantissimi i professionisti bravi in giro per l’Italia.”

L’arte di Gian Nicola

PERSONALIZZAZIONE
barman gian nicola libardi“Per personalizzare il mio lavoro utilizzo alcuni dettagli che rendono i miei drink riconoscibili: credo sia importante ricercare un proprio stile.

Mi piace accomunare varie forme artistiche: uso vassoi creati da artigiani locali e preparo bottigliette etichettate con dipinti di artisti della zona da abbinare ai drink.

Ne deriva una manifestazione multiforme dell’arte e crea una bella sinergia tra le persone coinvolte.
QUALI SONO I PRODOTTI CHE POTREBBERO O DOVREBBERO ESSERE RIVALUTATI?
“Alcuni prodotti sono saliti alla ribalta diventando fenomeni modaioli, come il gin, il quale ha avuto una grande notorietà grazie alla spinta proveniente dalla Spagna.

In bottigliera ho sei tipi di gin della mia regione, usciti nel corso degli ultimi quattro anni: abbiamo le potenzialità per fare ottimi prodotti, nonostante il gin non sia certo tipicamente italiano.

Assieme al gin c’e’ stata una riscoperta del vermouth sotto la spinta dei professionisti che hanno iniziato a parlarne: sono contento della visibilità che sta riscontrando perchè è un prodotto italiano importantissimo presente in moltissimi classici.

Gli amari sono un’altro ottimo prodotto che può’ essere rivalutato, e noi italiani li conosciamo molto bene. Nascono come elisir di lunga vita e hanno una bellissima storia.”

CHE CONSIGLI DARESTI A CHI VUOLE APPROCCIARSI A QUESTO MONDO?
Ci sono tanti ragazzi che sono affascinati dal risultato finale, il che è una bella leva, però il passaggio da dietro al banco non è così semplice, c’è tanto lavoro, anche in termini di tempo trascorso.

Ogni giorno c’è qualcosa da imparare, ed è anche il bello della professione.”

 

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