Bloody Mary, tra cocktail e leggenda

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Cocktail Bloody Mary

Il Bloody Mary è tra i cocktail alcolici quello intorno al quale ruotano più leggende.

Oltre ad essere un cocktail molto diffuso, e ancora oggi, a più di settanta anni dalla nascita, non conosce alcun calo di richieste.

Il Bloody Mary è un cocktail strettamente legato al proprio nome, che può essere tradotto in italiano come “Mary insanguinata” o più comunemente “Mary la sanguinaria”.

Prima di raccontare le numerose leggende, più o meno veritiere, che si legano a questo cocktail, tra i più famosi nel mondo del bartender, è doveroso spiegare le caratteristiche peculiari e la composizione della ricetta del Bloody Mary.

Il drink è un cocktail alcolico facente parte da tempo immemore della lista ufficiale dei cocktail alcolici internazionali IBA.

Attualmente fa parte della categoria Contemporay Classics, in buona compagnia insieme ad altri illustri cocktail quali cuba libre, mojito, black russian, margarita, cosmopolitan e numerosi altri.

Prima della rivisitazione della lista ufficiale IBA del 2011 il Bloody Mary era inserito nella categoria Long drink Collins type.

Ingredienti e ricetta

Il cocktail presenta una sola base alcolica, fornita dalla vodka, mentre la parte analcolica del cocktail è composta essenzialmente da succo di pomodoro opportunamente condito; la ricetta ufficiale prevede infatti:

  • 1 oz e 1/2 di vodka
  • 3 oz di succo di pomodoro
  • 1/2 oz succo di limone
  • sale, pepe, tabasco quanto basta
  • alcune gocce di salsa worchester

La preparazione consiste nell’esecuzione metodica delle seguenti fasi:

  • preparare la base del succo di pomodoro condito versando gli ingredienti, ad eccezione della vodka e del pomodoro, in un bicchiere di tipo highball (oppure double rock);
  • aggiungere ghiaccio in cubetti e successivamente il succo di pomodoro;
  • versare la vodka;
  • mescolare e servire con un gambo di sedano come guarnizione.

Bloody o Virgin?

bloody mary aperitivoIl Bloody Mary è un cocktail alcolico ancora molto richiesto, senza distinzione di età o di sesso.

E’ difatti richiesto sia da uomini che da donne; principalmente molto servito come aperitivo viene anche sovente richiesto durante la mattinata.

Questo a causa del volume alcolico moderato, e per la possibilità di richiedere la variante analcolica, chiamata Virgin Mary.

Il Virgin Mary è  privo di vodka e con una maggiore quantità di succo di pomodoro, a sopperire la mancanza volumetrica della vodka.

Spesso viene accompagnato da stuzzichini salati, in special modo ottenuti con verdure (sottaceti, carote, funghi ecc ecc).

Sino a questo punto di siamo occupati della ricetta del Bloody Mary, di sicuro interesse, mentre ora ci occuperemo delle numerose e misteriose leggende che hanno reso il Bloody Mary uno dei cocktail alcolici più celebri al mondo.

Leggende

Si narra che la paternità del Bloody Mary sia contesa da due uomini, i quali ovviamente reclamarono la propria potestà sino alla morte.

George Jessel sostenne di aver creato il cocktail a New York, mentre Ferdinando Petiot portò avanti la propria tesi di paternità da quando nel 1920 a Parigi sostenne di aver preparato il primo Bloody Mary della storia.

Francamente poco importa, vogliamo ora porre l’attenzione sul mistero del nome del cocktail. Intorno al Bloody Mary esistono numerose ipotesi, alcune delle quali legate al folklore statunitense.

Per questo motivo, essendo il nome del drink legato a miti e leggende di un paese con tradizioni differenti dalle nostre, non è sempre possibile comprendere alcune usanze e modi di dire che diventerebbero semplicemente intraducibili.

Le ipotesi

Cerchiamo di fare chiarezza e di proporre tutte le leggende attendibili in merito all’origine del nome:

  • bloody maryBloody Mary si riferisce a Mary I Tudor d’Inghilterra, sovrana anglosassone soprannominata la sanguinaria (bloody per l’appunto). Tale nome era dovuto alla sanguinaria repressione agli oppositori religiosi che provarono a reagire al tentativo della Bloody Mary di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra durante la metà del sedicesimo secolo. Dato il colore rosso sangue del cocktail si pensò di omaggiare la regina Mary.

 

  • Bloody Mary è il nome con il quale un barman del St. Regis hotel chiamò la propria variante del Red Snapper, cocktail ideato per rendere omaggio all’attrice Mary Pickford. Per via del colore fu così chiamato Bloody Mary. Il Mary Pickford è ad oggi uno dei cocktail ufficiali presenti nella lista IBA alla categoria The Unforgettables.

 

  • Bloody Mary si riferisce alla leggenda metropolitana della Bloody Mary statunitense legata alla vicenda di Mary Stewart, una 14enne ammalatasi di tifo e sepellita viva dal padre. Tale leggenda ha molto interesse negli Stati Uniti, tanto che esiste un seguito alla leggenda secondo la quale la Mary fantasma può essere evocata davanti ad uno specchio.

 

  • Bloody Mary è riferito alla triste (ma non confermata) vicenda di una tale principessa Mary, assassinata davanti al proprio specchio. Tale fatto ha reso famoso ad un macabro e pauroso gioco, Bloody Mary, che consiste nell’evocare lo spirito della sfortunata principessa proprio davanti allo specchio.

In ogni caso è possibile reperire informazioni riguardanti le leggende della Bloody Mary un pò ovunque: noi invece che tentare misteriose evocazioni davanti allo specchio preferiamo in ogni caso sistemarci ad un bancone richiedendo al nostro barman di fiducia un buon Bloody Mary.

 

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Bloody Mary, tra cocktail e leggenda
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Il Bloody Mary è tra i cocktail alcolici quello intorno al quale ruotano più leggende, oltre ad essere un cocktail molto diffuso e molto richiesto.
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