Cocktail, il film che ha ispirato migliaia di barman

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Cocktail, anno 1988

cocktailLo ammetto, o almeno me ne posso vantare.
Io sono una di quelle persone (poche, in base ad un mio personalissimo sondaggio) che ha potuto ammirare al cinema il film che più di ogni altro ha influenzato il destino di coloro i quali sarebbero divenuti i barman più noti di oggi.

Ricordo le poltrone di legno, scricchiolanti al minimo movimento, e le mirabolanti evoluzioni di Brian e Doug, che per noi spettatori erano qualcosa di totalmente nuovo, tanto da farci dimenticare la trama del film, che nella nostra memoria rimase meno impressa rispetto alla scene di flair.

I bartender erano baristi e le routine erano acrobazie: noi stavamo assistendo a qualcosa che avrebbe rivoluzionato il mondo del bar.

Sono molti infatti i barman italiani che mi hanno confidato di essere stati folgorati dalle evoluzioni di un giovane Tom Cruise, all’epoca non ancora totalmente assorbito dal culto della propria persona.

Ci stiamo ovviamente riferendo al film Cocktail, uscito nel 1988 nelle sale statunitensi, che sbancò il botteghino guadagnando quasi 80 milioni di dollari.

Hollywood e flair

cocktailProbabilmente il film ha avuto molto successo principalmente per il ruolo del protagonista, affidato a Tom Cruise, il quale proveniva dal clamoroso successo planetario della precedente pellicola, Top Gun; senza tale antefatto difficilmente il film Cocktail avrebbe avuto il successo che ebbe.

D’altronde la carriera degli attori, principalmente di derivazione hollywoodiana, è basata sulla pratica di cavalcare il successo ottenuto da un film per poterlo replicare anche su quelli immediatamenti successivi: basti pensare alle carriere di Sylvester Stallone, Kevin Costner, Nicolas Cage, certamente non lineari ma con picchi di notorietà in seguito all’uscita dei vari blockbuster.

Ma tralasciamo tali questioni agli esperti di cinema e di recitazione.

Nel film il working flair ha una parte di primissimo piano, e fa da sfondo ad una classica storia di amore; il periodo è la fine degli anni 80 e negli Stati Uniti il fenomeno del flair è esploso da poco (nonostante la storia racconti che il flair ebbe origine ben molto tempo prima, ai tempi del Professore Jerry Thomas).

Sarebbe stato impensabile produrre un film con un tema del genere in un altro paese, perchè è proprio dagli Stati Uniti che l’arte del flair si propagò.

Training e coreografie

john bandyTralasciando la trama della pellicola, facilmente disponibile ovunque sul web, possiamo fornire altre notizie molto interessanti.

Tom Cruise e Bryan Brown, il coprotagonista, furono seguiti e preparati dal leggendario John Bandy del TGI’s Friday di Los Angeles, una nota catena di ristoranti americani che ad oggi vanta 900 locali in oltre 60 paesi.

Bandy ottenne la parte nel momento in cui, mentre lavorava nel locale, si mise a servire due donne indecise su cosa ordinare: il barman iniziò lo show ed una delle due donne rivelò a Bandy che stava cercando un bartender da proporre ad Hollywood.

John non ci pensò due vuolte e disse alla donna che poteva fornire una copia di una competizione vinta qualche tempo prima: il giorno dopo Bandy venne contattato ed ebbe il lavoro.

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A Bandy furono affidate anche le coreografie delle scene di flair del film: seguì i due attori per tre mesi, un mese a New York, uno in Canada a Toronto ed uno in Jamaica ad Ocho Rios.
Come location di Cocktail furono scelti:

  • TGI Friday’s di New York City, all’incrocio di First Avenue con 63rd Street; oggi il locale ha riaperto con il nome di Baker Street Pub;
  • Dragon Bay Beach di Port Antonio, in Jamaica, oggi ribattezzato Cruise Bar proprio in onore del film;
  • Soupe’s Tavern di Toronto, in Canada, ora conosciuto come Stoopy’s

Il film ebbe grande successo negli Usa ma anche in Europa, nonostante venne criticato da molte persone che non avevano i mezzi per poter ammirare e giudicare le evoluzioni dei bartender; il flair divenne infatti popolare solo più tardi.

Curiosità

Ci sono alcuni aneddoti curiosi che riguardano Cocktail:

  • sembra che Tom Cruise accettò la parte credendo gli aspettasse il ruolo da protagonista in un film di Batman; quando si dichiarò disponibile pare avesse un problema all’udito percui non intese alla perfezione l’intenzioni dei produttori.
    Questo fatto sembra più una leggenda metropolitana derivata dall’assonanza delle parole “barman” e “batman”;
  • razzie awardsE’ invece certo che Tom Cruise fu nominato come peggior attore protagonista ai Razzie Awards del 1988, i famosi contro Oscar americani insieme, tra gli altri, a Sylvester Stallone e Burt Reynolds.
    Il film fu candidato a tre nomination: peggior attore per Tom Cruise, peggior sceneggiatura per Heywood Gould (autore del libro da cui fu tratto il film) e peggior film.
    Il nostro amato Cocktail vinse il Golden Raspberry, la statuetta dei Razzie Awards, come peggior film.

Non vogliamo giudicare cocktail secondo i parametri del critico o dell’esperto di settore: possiamo però sicuramente constatare quanto il film sia stato fondamentale nella diffusione di una passione oggi ancor più viva che mai, e che ha contribuito ad avvicinare al mondo del bar autentici professionisti ora conosciuti in tutto il mondo.

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