Riqualifica lavorativa, diventare barman…

Lavoro e cambiamenti

lavoroSi è in precedenza ripetuto di quanto la professione del barman, oltre al fascino e alla grande bellezza che esprime, sia uno dei pochi mestieri in netta contro tendenza rispetto alla maggioranza delle professioni le quali, ahinoi, trovano una forte recessione.

I motivi dichiarati sono noti:la crisi. Siamo però disposti ad ipotizzare scenari differenti, in cui tale celebre e famigerata Crisi sia semplicemente l’evidenza di un altro fattore, e cioè un radicale cambiamento del mercato del lavoro.

La crisi è un cambiamento, e come tale andrebbe analizzato; inutile sostare e osservare gli eventi, sarebbe molto più produttivo tentare di cogliere dei benefici da un fattore negativo, oppure modificare alcuni aspetti per adattarli al cambiamento.

La figura professionale del barman è sempre richiesta: in antitesi alle comuni aspettative si nota come all’aumentare del numero dei professionisti aumenti anche la richiesta di personale qualificato. I motivi? L’improvvisazione che tenta alcune persone a elogiare il proprio grado di professionalità che in realtà non è ancora raggiunto.

Lasciando ad altri le conseguenti considerazioni che possono seguire gli spunti appena esposti si preferisce dimostrare come la professione del barman possa partecipare alla rinascita lavorativa (e perchè no, anche personale) di persone in difficoltà.

Anche a 50 anni, come dimostra Gianfranco Pompilii, novello barman brianzolo che si è riadattato nel mercato del lavoro, grazie alla passione, alla determinazione, alla buona sorte ed alle possibilità che il mestiere più bello del mondo può donare.

Gianfranco

barmanIo ho 53 anni ed ho iniziato a lavorare da giovanissimo in una azienda, studiando parallelamente da grafico pubblicitario.

Terminata la scuola ho trovato un posto di lavoro in una tipografia di Milano; durante quel periodo sono stato travolto dalla passione per la fotografia e mi sono avvicinato alla professione: in tutta questa lunga esperienza non è mai mancato il lavoro al bar, che svolgevo presso alcuni locali nella Brianza, e cioè la mia zona di origine; saltuariamente ho prestato servizio anche in alcune discoteche.

Il lavoro principale rimaneva dunque nel settore della fotografia, lavorando in un negozio specializzato a Milano, in corso Buenos Aires.

Con l’arrivo della crisi sono iniziati i problemi, accompagnati dal fatto che la tecnologia moderna mette a disposizione praticamente di tutti la possibilità di fare fotografie senza macchine fotografiche, e senza la necessità di sviluppare le istantanee: così la proprietà dell’azienda ha dovuto effettuare tagli di personale.

A quel punto ho pensato: si è chiusa una porta ma si è aperto un portone.

Riqualifica e formazione

Il lavoro da barista è sempre stato un secondo lavoro, svolto con passione ma pur sempre senza aver seguito una formazione specifica; ho quindi deciso che era tempo di riqualificarsi, senza rimanere fermo.

flair academyIl mio carattere mi impone a non improvvisarmi, quindi se volevo svolgere seriamente la professione dietro al banco dovevo seguire un percorso formativo.

Dopo un consulto tra massmedia e conoscenze ho scelto di partecipare ad un corso base presso la Flair Academy di Milano, all’età di 50 anni esatti.

La scuola è veramente professionale, è ho trovato dei trainer molto pazienti, oltre che preparati: ho trovato persone sempre pronte ad aiutarti e a trasmetterti passione: frequentando il corso mi sono rapidamente appassionato, e questo mestiere credo sia l’ideale per me, perchè è una professione affascinante e senza limiti.

La fortuna aiuta gli audaci, così ho niziato a trovare lavoro ben presto, grazia ad un amico: in seguito ho prestato servizio in altri ambiti, dalla caffetteria al bartending, con il preciso intento di far divenire un vecchio secondo lavoro come la mia professione presente e futura.

barmanLo scorso inverno mi sono recato a giocare a tennis in un club di Monza, e vengo a sapere che la struttura cambierà proprietà, rinnovando l’intero circolo: nei progetti dei nuovi padroni c’è anche l’intento di strutturare un bar di alto livello, quindi lascio immediatamente il mio curriculum.

Dalla primavera del 2016 sono quindi dietro al banco del Bar del Villa Reale Tennis Club, con la possibilità di selezionare la lista cocktail e di creare un ambiente.

Sono assolutamente certo che la professione del barman dia ampi sbocchi lavorativi; è un lavoro affascinante, in continua evoluzione, e dona incredibili soddisfazioni.

Per questo motivo è un mestiere che va onorato con volontà e voglia di studiare, che non si presta ad improvvisazioni e che, fortunatamente, può non conoscere età.”

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