Scofflaw, il cocktail che si prende gioco della legge

Il cocktail Scofflaw

Cocktail molto in voga nella prima metà del secolo scorso e simbolo dei cocktails della Prohibition-Era, lo Scofflaw è un drink che sta ritornando ai fasti del passati, grazie ad un recupero storico dei vintage classics che si verifica in molti paesi, specialmente in Europa.

Ideale come pre dinner, ottimo after dinner o da gustarsi in presenza di un buon abbinamento: il cocktail Scofflaw unisce la versatilità all’eleganza, conservando quella parte “leggera” che è caratterizzato la sua nascita.

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Ricetta del cocktail Scofflaw

Lo Scofflaw è un drink che nasce nel secolo scorso e la ricetta del drink è stata in passato cambiata, anche per motivi indipendenti dall’estro del barman. E’ quindi impossibile stabilire una ricetta ufficiale, ma ci si può basare sui manuali del passato, in cui la ricetta dello Scofflaw è presente.

Come riferimento principale qui si sceglie di adottare la ricetta di Gary Regan, seppur risulti più generosa della maggior parte di esse. Questa la ricetta del cocktail Scofflaw:

  • 2 oz | 6 cl BOURBON o RYE WHISKEY
  • 1 oz | 3 cl DRY VERMOUTH
  • 1/4 oz | 1 cl SUCCO DI LIMONE SPREMUTO FRESCO
  • 1 o 2 dashes GRANATINA
  • 1 dash ORANGE BITTERS

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BICCHIERE: coppa cocktail

TECNICA DI PREPARAZIONE: shake and strain

GUARNIZIONE: scorza di limone

PROCEDIMENTO

Introdurre gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, agitare vigorosamente e versare nel bicchiere – filtrando con strainer o colino – in precedenza raffreddato con ghiaccio. Guarnire con la scorza di limone.

Altre ricette:

Altre versioni molto interessanti sono presenti in numerose pubblicazioni; tra le più autorevoli ed utilizzate vi sono:

La ricetta di Antonio Parlapiano, presente nella postfazione di Bourbon Empire di Reid Mittenbuler:

  • 45 ml straight rye o bourbon
  • 15 ml vermuth francese
  • 15 ml sciroppo di melograno
  • 15 ml succo di limone

La ricetta di David Lebovitz:

  • 1 1/2 ounces of Canadian Club or Rye whisky
  • 1 ounce dry vermouth
  • 3/4 ounce freshly squeezed lemon juice
  • 3/4 ounce grenadine
  • a couple dashes of orange bitters

La ricetta di Julian Goglia pubblicata su Imbibe:

  • 1 1/2 oz. rye whiskey
  • 1 oz. dry vermouth
  • 3/4 oz. fresh lime juice
  • 1/2 oz. grenadine
  • 1 dash orange bitters

Risulta molto interessante anche la ricetta presente sulla Difford’s Guide, che vede la presenza di una dose di distillato differente:

4.5cl Straight rye whiskey

Bourbon, Canadian, Rye o Straigth Rye?

Quale distillato base utilizzare per creare un buon Scofflaw? Impossibile rispondere. Le prime ricette implicavano l’uso di Canadian Whisky, reperibile durante l’era proibizionista, a differenza dei distillati made in USA. Rye Whiskey e Bourbon sono attualmente i distillati preferiti, mentre una buona alternativa è rappresentata dallo Straight Rye, senza dubbio più caratterizzante.

Un breve (e non esaustivo) riassunto circa la differenza tra i distillati:

  • Canadian whisky: prodotto con mais e segale (possibili aggiunte di orzo e grano)
  • Rye whiskey: prodotto con almeno il 51% di segale
  • Straight rye whiskey: rye whiskey proveniente da un sola distillazione e privo di taglio
  • Bourbon: prodotto con una miscela di cereali (mais, orzo, segale, grano) secondo un disciplinare (prodotto negli Stati Uniti, con almeno il 51% di mais, alcol non superiore all’80% in fase di distillazione, nessuna aggiunta di additivi)

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Il cocktail che si prende gioco della legge

Il drink Scofflaw nasce con un intento preciso, riassunto proprio nel suo nome: prendersi gioco della legge. Questo accade nel preciso momento storico conosciuto come Proibizionismo, quel periodo storico negli Stati Uniti compreso tra il 1920 e il 1933.

A seguito dell’approvazione del XVIII emendamento e il Volstead Act venne sancito il bando sull’alcol (fabbricazione, vendita, importazione e trasporto) che decretò la chiusura di un certo genere di locali (e l’apertura di altri). Vero e proprio esperimento sociale – non a caso noto anche come The Noble Experiment – il Proibizionismo ha favorito la nascita e la diffusione di alcune fenomeni collaterali, dai più discutibili – come il contrabbando e la criminalità – ai più creativi – i cocktail e gli speakeasy.

La nascita dello Scofflaw: l’antefatto

Nel 1923 il banchiere Delcevare King – sostenitore del proibizionismo in voga in quei tempi e in piena campagna elettorale – sponsorizza un concorso nazionale a sostegno delle leggi anti alcol. Il tema del concorso è trovare la parola migliore per riferirsi a “chi non rispetti la legge bevendo alcol”, con un preciso intento moralizzante (oltre che elettorale).

Il 15 gennaio 1924 il Chicago Tribune sancisce il termine Scofflaw come il vincitore: la crasi tra i termini anglofoni “scoff” (prendersi gioco) e law (legge) risulta vincente. La giuria – composta dallo stesso signor King, il sovrintendente della Anti-Saloon League of America e un ministro di Boston- dona i 200 dollari messi in palio a Miss Kate L. Butler di Dorchester e a Mister Henry Irving Shaw di Shawsheen Village.

Tra i termini non vincenti, alcuni curiosi e creativi neologismi come “boozocrat” e “boozshevik”.

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Il signor Delcevare King

Dall’ articolo del New York Times relativo alla scomparsa del signor King, si possono evincere alcuni tratti distintivi del personaggio pubblico:

Il signor King si era laureato ad Harvard, classe ’95. Tra le sue varie crociate ce n’era una per inserire il colore universitario, il cremisi, nei colori delle singole classi. Ha anche combattuto una battaglia solitaria a sostegno dell’esecuzione delle canzoni scolastiche delle squadre in visita alle partite di football di Harvard. In un’altra occasione fece eccezione alla glorificazione del bere nella canzone “Johnny Harvard”.
Tra le altre cause perseguite da King c’erano una campagna per convincere il presidente Coolidge a ridurre le sue attività sociali, una campagna per introdurre l’esperanto come seconda lingua in America e un progetto per arruolare il dottor Milton S. Eisenhower per il partito repubblicano. Nomina presidenziale nel 1956.
Incoraggiato dal successo del suo concorso “schernitore”, King offrì un premio di 10 dollari nel 1933 per il miglior grido di battaglia per la National Recovery Administration. Il vincitore, “NRA Saves Us”, non ebbe la resistenza della scelta precedente.
Il signor King era membro dell’American Bar Association e, dal 1940 fino al suo pensionamento nel 1961, presidente del consiglio della South Shore National Bank a Quin.

La risposta dei sostenitori dell’alcol

Quale migliore risposta al concorso indetto da Mister King? La creazione di un cocktail con cui brindare! Il nome? Ovviamente Scofflaw.

Secondo quanto riportato in Bourbon Empire la creazione del drink avvenne presso  il New York Bar di Parigi condotto da MacElhone. Il locale era un punto di ritrovo dei soccorritori dell’esercito americano dopo la Prima Guerra Mondiale; in questo ambiente arrivavano i quotidiani americani, che davano spunti di dibattiti tra gli avventori.

MacElhone decise quindi di lanciare un sondaggio, circa un argomento in voga ai tempi, durante l’era del proibizionismo. La notizia dei continui raid negli speakeasy diede lo spunto. Il barman chiese quale fosse il termine più corretto per indicare il tipico frequentatore dei br clandestini, e ne uscì Scofflaw.

Se la prima parte de racconto è verosimile, e non si ha ragione di dubbio, la storia del sondaggio di MacElhone sembra sovrapporsi con l’azione di Delcevare King; che sia avvenuta una miscelazione di fonti? E’ possibile.

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La tesi del Chicago Tribune

Nell’edizione del 21 gennaio 1924 la redazione del quotidiano Chicago Tribune scrive della nascita dello Scofflaw Cocktail a Parigi.

Dove? Secondo il quotidiano dell’Illinois è presso il Maxim’s Bar, uno tra i più noti bistrot parigini dell’epoca.

Chicago Tribune (Chicago, Illinois), 21/Jan/1924
Maxim’s bar has invented a ” scofflaw ” cocktail, three parts rye, two parts French vermouth, a dash of lemon juice, and a dash of grenadine. The cocktail is most popular with American prohibition dodgers.

Qualche giorno più tardi, il quotidiano riporta una nuova notizia:

Chicago Tribune, January 27th, 1924
Hardly has Boston added to the Gaiety of Nations by adding to Webster’s Dictionary the opprobrious term of “scoff-law” to indicate the chap who indicts the bootlegger, when Paris comes back with a “wet answer” – Jock, the genial Bartender of Harry’s New York Bar, yesterday invented the Scoff-law Cocktail, and it has already become exceedingly popular among American prohibition dodgers.

Chi ha inventato lo Scofflaw?

Secondo le fonti del Chicago Tribune, il cocktail Scofflaw viene introdotto per la prima volta dal barman del Maxim’s. La tesi che accredita Harry MacElhone – o l’aiutante Jock – è plausibile, è in parte avvalorata dalla fama del bartender. Anche le pubblicazioni ufficiali sembrano confermare la tesi del Chicago Tribune, a favore del Maxim’s. Ma se MacElhone non è stato il primo ideatore del drink, è senza dubbio il personaggio che lo ha consegnato alla storia.

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Ricetta dello Scofflaw pubblicata su The Savoy Cocktail Book (1939) e Harry ABC of Mixing Cocktails (1926)

Prohibition-era cocktails

Il periodo del Proibizionismo – per alcuni una finestra oscura – ha decretato la nascita di un movimento anti-emendamento che ha favorito l’evoluzione della miscelazione, pur con notevoli restrizioni anche logistiche, dovute alla irreperibilità di molti prodotti. 

Lo Scofflaw è stato il simbolo dei Prohibition-Era Cocktails, drink avvolti da un alone di leggendario fascino. Tale fascino rischia però di avventurarsi nella scrittura di notizie che non rispecchiano la realtà: scopriamo così la pubblicazione di contenuti che indicano tra i Prohibition-Era Cocktails alcuni drink ideati molto prima (o molto dopo) tale epoca. Forse la rinnovata moda degli Speakeasy ha portato con se anche un po’ di confusione

Tra i drink celebrati come i più noti Prohibition-Era Cocktails troviamo – insieme allo ScofflawThe Last Word, Bee’s Knees, French 75 e The Southside.

E’ interessante riportare anche l’opinione di cui ha profondamente studiato i cocktail e i fenomeni sociali che ruotano intorno ad essi. Secondo lo storico David Wondrich l‘unica bevanda sopravvissuta che può legittimamente rivendicare di essere stata inventata negli Stati Uniti mentre era in corso la “Grande Siccità” è il French 75.

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