Vodka, i 3 miti da sfatare

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La vodka è una degli alcolici più famosi al mondo, utilizzata per la preparazione di numerose ricette di cocktail alcolici e long drink.

Normalmente viene miscelata con altri alcolici e analcolici per la propria peculiarità di non alterare il sapore degli altri ingredienti. E’ praticamente insapore e inodore, pur aumentando il grado alcolico.

Si è soliti pensare alla vodka come ingrediente nei famosi vodka lemon, screwdriver e bloody mary, diluita rispettivamente con lemonsoda, succo d’arancia e pomodoro condito. In pochi considerano la vodka un alcolico da assaporare puro, alla pari del rhum o del whiskey.

Tre miti da sfatare

Vogliamo qui approfondire la tradizionale usanza di bere vodka liscia e di sfatare alcuni miti che fanno parte del nostro immaginario collettivo.

  1. Consumare vodka liscia

    Moltissimi, apprestandosi a bere vodka, penseranno “a che gusto” decidere di bere il proprio alcolico. Sbagliato!

    Le classiche bottiglie colorate di vodka che troviamo nei supermercati sono frutto di trovate pubblicitarie studiate per rendere la vodka più soave e facilmente tollerabile. Inoltre queste pratiche tentano di allargare il bacino dei potenziali fruitori.

    In Russia, luogo in cui la vodka è maggiormente consumata e paese che, con la Polonia, rivendica la paternità del distillato, esistono delle varietà aromatiche. Sono prodotte miscelando la vodka con la scorza di limone, mirtilli e frutta in genere, che in seguito riposano per diverse settimane. Quindi sono filtrate e addizionate con zucchero e miele.

    Sono per lo più reperibili nei grandi ristoranti che offrono una scelta a 360 gradi mentre la vera vodka andrebbe bevuta liscia, come la nostra grappa. Oppure scelta tra quelle finemente aromatizzate al limone, alle erbe e miele di acacia, al peperoncino, molti comuni nei paesi dell’europa dell’est.

  2. Utilizzare il bicchiere giusto

    Un’altro mito da sfatare riguarda il bicchiere in cui la vodka andrebbe versata e consumata. Le classiche pipette di vetro smerigliato con il manico a mezzaluna, spesso utilizzate per il nostrano limoncello. Non sono il tipo di bicchiere adatto al consumo della vodka.

    Tale bicchiere fu una trovata commerciale introdotta nel nostro paese negli anni 70, periodo in cui vodka bicchierefu proposta una vasta campagna pubblicitaria della vodka. Era un semplice modo originale di presentare le vodke.

    La vodka va servita nel classico bicchiere da vodka russo che non è a forma di provetta bensì un piccolo calice a pareti svasate. In alternativa si può servire in un tulipano o, più raramente, in una coppa cocktail.

  3. Bere vodka fredda ma non ghiacciata

    L’ultimo mito da demolire riguarda la temperatura di servizio: la vodka deve essere bevuta molta fredda ma mai ghiacciata. 

    E’ certo che non vada mai servita con il ghiaccio. Ciò comporterebbe lo scioglimento quasi immediato di quest’ultimo che andrebbe irrimediabilmente ad annacquare la vodka.vodka shot

    Per raffreddare la vodka si deve tenere la bottiglia in frigorifero almeno per un’ora.

    Lo stesso procedimento può essere effettuato per i bicchieri che dovranno essere introdotti completamente asciutti. Questa azione impedisce la creazione di una patina ghiacciata che renderebbe la presa piuttosto difficoltosa.


    Per mantenere la vodka alla temperatura ideale si usa versarla in bicchieri cilindrici all’interno di ciotole colme di
    ghiaccio tritato. Esattamente allo stesso modo in cui si mantiene a temperatura una bottiglia di champagne nell’apposito cestello. Al momento del consumo la vodka verrà versata nei bicchieri di utilizzo già freddi.

Ricapitoliamo quindi i 3 errori più comuni:

  • scegliere solo vodka liscia e non quella aromatizzata;
  • utilizzare l’apposito bicchiere da vodka;
  • bere vodka fredda ma non ghiacciata

Un ultimo accorgimento: la vodka va bevuta in un solo sorso!

Riti, tradizioni e precauzioni

A questo proposito è opportuno sottolineare il fatto che una buona bevuta di vodka va sempre accompagnata con alcuni spuntini tra un bicchiere e l’altro. Sembra che alcuni professionisti del bere si preparino addirittura qualche ora prima del consumo. La preparazione consiste in un pasto leggero ma sostanzioso giusto un paio di ore prima della bevuta concordata.

La tradizione vuole che sia preferibile consumare cibi cotti nel burro. Una leggenda, plausibile, narra che durante l’apice della guerra fredda le spie russe usassero ingerire un intero panetto di burro per preparare il proprio stomaco a colossali bevute.

In questo modo sarebbero riuscite a fare bere e quindi a far “cantare” il pollo di turno, prelevando preziose informazioni senza doversi ubriacare.

Questo tale aneddoto fu anche raccontato dal giornalista Tiziano Terzani. Lo scrittore ebbe modo di passare molto tempo tra i paesi dell’ex Unione Sovietica, a cui dedicò anche uno dei suoi libri più letti.

In alternativa pare sia raccomandabile mangiare delle uova crude, patate bollite oppure un cucchiaino o due di olio di oliva o di semi di girasole.

Durante la bevuta di vodka è preferibile consumare gli zakuvskis, gli spuntini. Consistono in cetrioli vodka shotmarinati in acqua e sale, pomodori con sale e sottaceti, fette di lardo con peperoncino e aglio, tartine di caviale rosso, fettine di salmone. In ogni casi cibi acidi e salati che aiutano a contenere lo stress dell’apparato digerente.

Se avete intenzione di fare un viaggio in Russia sarà molto facile che un russo vi inviti a bere vodka con loro. I russi un forte senso del dovere, che impone loro ad essere ospitali con gli stranieri. Rifiutare l’invito sarà un’operazione molto difficoltosa che improbabilmente riuscirete a compiere.

Se non ci riuscirete inventavi una scusa per non soffermarvi troppo, ad esempio lamentando una levataccia da compiere il giorno successivo. Se non volete invece assolutamente bere nulla provate dicendo “Ya alkogolik” (sono un alcolista), facendo un pessimo effetto sui presenti ma troncando ogni resistenza.