Whisky e whiskey

whisky whiskey

whisky whiskeyIl whisky è considerato uno dei distillati più famosi del mondo, e probabilmente quello a cui si lega maggiormente la concezione di un alcolico di riflessione: se immaginassimo il classico gesto di degustare lentamente un bicchiere, magari seduti in poltrona e davanti ad un camino o ad un libro, penseremmo immediatamente al whisky.

Il whisky viene a volte considerato come un distillato raffinato, destinato ad una nicchia di intenditori e di esperti: ciò è vero in parte, dato che esistono numerosi sostenitori del whisky che non hanno una profonda conoscenza di ciò che stiano degustando, pur mettendoci passione e curiosità.

Il whisky non è precluso a nessuno, e per coloro i quali si siano avvicinati da poco a questo affascinante mondo pubblichiamo un estratto di una bellissima intervista a Giuseppe Napolitano, ideatore, creatore e gestore del blogIl bevitore raffinato“, uno dei punti di riferimenti del panorama nazionale in merito al whisky, il quale ci aiuta a conoscere e riconoscere le varie tipologie di whisky:

“Il mondo del Whisky (e del Whiskey) è molto variegato, spaziando dall’Europa all’America, senza tralasciare l’Estremo Oriente.

Le principali tipologie sono le seguenti:

  •  Blended Scotch Whisky
    Si tratta di whisky composti da una percentuale di Grain Whisky, prodotti senza usare orzo maltato ma altri cereali, e da una percentuale di Malt Whisky (generalmente minore), realizzati con orzo maltato.
    Rappresentano gran parte del fatturato dell’industria del whisky e sono estremamente popolari.
    Alcuni esempi: Chivas Regal, Johnnie Walker, Ballantine’s.
    L’età dichiarata in etichetta si riferisce alla componente più giovane del blended.
  • Single Malt Scotch Whisky
    Whisky prodotto da singola distilleria con il solo impiego di orzo maltato.
    Sono espressivi dell’arte della distillazione e della storia di ogni distilleria.
    lagavulinPossono essere realizzati con una miscela di malti, il cui più giovane deve avere l’età dichiarata in etichetta. Per intenderci: un Lagavulin 16 anni è composto da una miscela di Single Malt prodotti dalla medesima distilleria, il più giovane dei quali non avrà meno di 16 anni.
    Nella composizione, sono ovviamente incluse percentuali minori di whisky più maturi, per donare ulteriore complessità.

    Caso diverso quello dei Single Malt Single Cask: prodotti da unica botte, sono composti da un unico whisky il cui invecchiamento è quello dichiarato in etichetta. I single cask sono spesso anche cask strength, ergo imbottigliati al grado pieno della botte selezionata.
  • Grain Whisky
    Distillato generalmente in alambicchi continui, si produce da una miscela di orzo non maltato e altri cereali.
    In larga parte viene impiegato per il blending, tuttavia esistono anche dei Single Grain Scotch Whisky che, con notevoli invecchiamenti, sono piuttosto morbidi ed apprezzati. Esempi: Port Dundas, Invergordon, Dumbarton.
  • Blended Malt Scotch Whisky
    In precedenza noti come Vatted (termine ancora in uso presso molti estimatori ed appassionati), sono composti da una miscela di più single malts, amalgamati per ottenere un risultato appagante ed equilibrato.
    Trovo molto pregevoli quelli realizzati da Compass Box, come il Flaming Heart o il Peat Monster ma ve ne sono tantissimi. Per l’invecchiamento, vige la regola di cui sopra.

    Tutti i whisky Scozzesi devono essere distillati e maturati in Scozia per almeno tre anni. In caso contrario, non possono essere definiti Whisky. Inoltre, non devono contenere alcun additivo, a parte il classico caramello impiegato come colorante. La gradazione minima deve essere del 40% vol.

 

  • Irish Whiskey
    Nell’Isola di Smeraldo si usano entrambi i tipi di distillazione: con quella continua vengono prodotti i whiskey di cereali, mentre con metodo discontinuo, impiegando una miscela di orzo maltato e grezzo si produce  il  “Pure Pot Still Irish whiskey”.
    La distillazione, differentemente dalla maggior parte dei whisky scozzesi, è tripla (metodo ancora impiegato da alcune distillerie Scozzesi, gran parte invece usano la doppia distillazione).

    I Blended Whiskey irlandesi si ottengono mediante una miscela di whiskey ottenuti con metodo continuo e con metodo discontinuo.
    Come lo Scotch, l’Irish Whiskey deve essere distillato e maturato nel Paese natio per almeno tre anni per ottenere la denominazione.
  • Bourbon Whiskey
    Prodotto negli Stati Uniti e con il nome proveniente dalla contea di Bourbon nel Kentucky, è ottenuto con una miscela di cereali contenente non meno del 51% di granturco, con l’aggiunta di una quantità minore di orzo maltato, segale e/o frumento.
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    La maturazione deve avvenire per almeno due anni in botti di quercia bianca nuove e carbonizzate. Occorre tuttavia precisare che la storia del Bourbon non ebbe inizio nel Kentucky, bensì in Pennsylvania, Virginia e Maryland. La produzione si spostò poi nel Kentucky principalmente per l’aumento della pressione fiscale negli stati d’origine. Tra i marchi commercialmente più noti abbiamo Maker’s Mark, Jim Beam, Woodford Reserve, Blanton’s.
  • Tennessee Whiskey
    Largamente noto per il Jack Daniel’s, è simile come stile al Bourbon, con una differenza tuttavia nella filtrazione che avviene con carbone d’acero. Il procedimento viene chiamato Lincoln Country Process. È ovviamente prodotto in Tennessee. Oltre al popolare Jack Daniel’s, esponente di questa tipologia è anche il whiskey prodotto da George Dickel.
  • Whisky Canadese
    Prodotto nell’Ontario e nel Quebec ha una diffusione piuttosto territoriale salvo alcuni marchi come Crown Royal e Canadian Club, ampiamente diffusi anche nel resto del mondo.
    Come materia prima si impiega maggiormente la segale, ma il mash contiene anche altri cereali tra cui l’orzo. Può essere realizzato sia con alambicco a colonna, continuo, che con alambicco discontinuo. Una pratica piuttosto diffusa è quella di aggiungere dell’alcool puro di barbabietola, impiegato per ridurre il carattere secco della segale. Tavolta, si aggiunge anche una piccola quantità di orzo non maltato, con l’intento di creare una maggiore rotondità.
  • Whisky Giapponese
    In Giappone è impiegato il medesimo stile produttivo della Scozia, con impiego sia del metodo continuo (per il grain whisky) che del metodo discontinuo (per il malt whisky). Vengono prodotti sia Blended che Single Malts. Molte espressioni sono largamente apprezzate dagli estimatori di tutto il mondo. Generalmente morbidi e molto profumati.

 

whisky italiano puniOvviamente, esistono molti altri paesi produttori: dal Galles all’India, passando per Taiwan. Anche in Italia è da pochi anni operativa la prima distilleria di whisky, PUNI, di cui ho provato l’acquavite di cereali (non etichettabile come whisky in quanto non ha raggiunto l’età minima di 3 anni per essere definito tale), prodotto di buon livello qualitativo nonostante la gioventù.

Ovviamente, ho descritto le tipologie in modo estremamente sintetico. Ci sarebbe molto altro da aggiungere ma vi lascio la gioia e il piacere di approfondire.

 

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