Barman a Londra

barman londra

barman londraPer ogni professione esiste un luogo che può esserne considerato il paradiso: se pensassimo al cinema ci verrebbe in mente Hollywood, mentre associeremmo Dubai ad ogni imprenditore.

Per ogni barman La Mecca del bartending è una sola: Londra.


La capitale inglese è considerata il vero paradiso per ogni aspitante barlady o barman, per numerose ragioni:

  • Londra è una città cosmopolita, paragonibile solo a New York City, capace di accogliere persone da ogni parte del mondo;
  • è la capitale di un popolo che nutre una profonda cultura per il beverage, molto più che in altri paesi: basti pensare ai celeberrimi distillati nazionali;
  • gli inglesi, e i britannici in generale, legano molte delle loro abitudini sociali al pub; è possibile affermare che hanno un rapporto quotidiano con il locale;
  • a differenza di altri popoli, ed in particolare degli italiani, conferiscono un maggior interesse (ed una maggiore spesa) nel bere piuttosto che nel mangiare;
  • le tasse governative destinate ai locali pubblici sono generalmente basse, nettamente al di sotto di quelle nostrane;
  • il bartending da queste parti ha oltre un secolo di esperienza, uscendo dai canoni di nicchia relativi alle città italiane

Per questi motivi le porte di Londra sono sempre aperte a giovani, e meno giovani, professionisti del bartending.

Un aspetto sociale che favorisce il fenomeno del bartending è inoltre rappresentato dalla mentalità degli imprenditori, i quali cercano di garantire una certa continuità dei propri dipendenti all’interno dei locali.

In Italia un barman ben avviato può sperare, con sacrifici e lavoro, di diventare un giorno capo barman, con la unica prospettiva futura di aprirsi un locale proprio.

A Londra i gestori dei locali la pensano in maniera diversa: in moltissimi pub e locali esiste la possibilità di fare carriera internamente al pub stesso, divenendo dapprima supervisor e successivamente manager; da li c’è anche l’eventualità di lavorare per gli uffici, nelle pubbliche relazioni, oppure di continuare la carriera manageriale in ambienti differenti, come alberghi ed hotel.

barman daniele gentiliE’ noto che in tutto il continente il mondo del lavoro sia in fermento, a causa di una presunta crisi o depressione, la quale ovviamente tocca anche Londra; nonostante ciò le possibilità rimangono numerose, e a conferma di quanto appena scritto è importante riportare un estratto di una INTERESSANTISSIMA INTERVISTA concessa da uno dei barman italiani più famosi al mondo, tuttora affermato nella città londinese: Daniele Gentili.

“Molte persone credono che andando all’estero si impari molto e ci si immerga in una sorta di mondo dei balocchi, ma in realtà non è così.

Ad esempio qui a Londra, che è il primo posto che consiglierei ad una barman italiano (anche perchè se si stancasse sarebbe relativamente semplice ed economico un eventuale ritorno) non è facile: si deve considerare non solo la possibilità di imparare ma anche la vita quotidiana. […]

Londra può dare comunque delle buone opportunità, anche se non è come una decina di anni fà, in cui c’era più lavoro e le paghe erano più alte. […]

Londra è ancora una città dai grandi stimoli ma per un barman è un importante banco di prova: capita che qualcuno, dopo un paio di anni di esperienza, si senta già arrivato; decide di venire qui a Londra ma prende dei sonori schiaffi. Io ti parlo da quarantenne, il che è diverso rispetto ad un discorso che ti farebbe un trentenne e ancor molto più diverso da un ventenne: bisogna guardare in faccia la realtà.

La nostra passione è anche un lavoro, non dimentichiamolo.

Londra rimane comunque un’ottima tappa, anche perchè le aziende investino di più, le tasse sono più basse rispetto all’Italia, la gente è più portata ad uscire per andare a bere piuttosto che per andare a mangiare.

Il rapporto tra quotidianità ed alcol è estremamente differente: se in Italia hai 50 euro in tasca pensi dove andare a “mangiarteli”, qui a Londra vai a bere e se avanza qualcosa andiamo a mangiare.

Qui si usa molta il liquid dinner, la gente pensa molto meno al cibo rispetto alla mentalità italiana.

Negli ultimi anni ho visto una grossa crescità del bartending in Italia, e quindi dei barman; quello che manca è la crescita professionale dei proprietari dei locali, infatti la figura del “localaro” è molto diffusa.

demon wise partnersOgni bartender deve inoltre tenere ben presente il discorso del locale: se prepari un cocktail con una bottiglia da 100 euro non puoi proporlo a 10 euro: bisogna considerare le persone che lavorano nello staff, e le famiglie che stanno dietro ad ogni persona: è importante capire il valore dei prodotti.

In Italia su 100 bar 10 sono validi, qui il rapporto è almeno di 4 a 10″.


Sagge parole, di un barman italiano a Londra!