Monsieur Cognac: luoghi, origini, vitigni.

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Il Cognac ha una fama mondiale, ed è uno dei distillati che maggiormente rientrano nell'immaginario collettivo quando si tratti di alcolici; viene sovente degustato nel classico bicchiere a ballon, anche se il giusto servizio impone che venga bevuto in una sorta di tulipano

cognacIl Cognac è una celebre acquavite francese prodotta con vini locali, i quali vengono successivamenti distillati e fatti riposare in botte.

Il Cognac ha una fama mondiale, ed è uno dei distillati che maggiormente rientrano nell’immaginario collettivo quando si tratti di alcolici; viene sovente degustato nel classico bicchiere a ballon, anche se il giusto servizio impone che venga bevuto in una sorta di tulipano, e cioè nel modo in cui lo berreste se foste a Cognac.

Oltre ad essere rinomato come distillato da mediatazione, il Cognac riveste un ruolo molto importante nella miscelazione: basti pensare a famosi cocktail quali Alexander, Between the Sheets, Sazerac, Sidecar, Stinger, Champagne Cocktail, French Connection, per restare nell’ambito dei cocktail ufficiali Iba.

Essendo il Cognac un prodotto importantissimo si ritiene opportuno conoscere più a fondo il distillato francese.

Cognac: dove

Il Cognac deve il proprio nome all’omonima cittadina, che è il luogo simbolo della zona dove nasce il famoso distillato, il dipartimento francese della Charente e quella attiguo della Charente Maritime.

La Charente si trova nella storica regione dell’Aquitania, oggi denominata Nuova Aquitania dopo una recente legge nazionale che ha decretato l’accorpamento delle regioni di Aquitania, Limosino e Poitou-Charentes.

E’ in questa zona che nascono e prosperano i vitigni che danno vita al vino che concorrerà nella produzione del celebre Cognac.

Origini e storia

Ci sono alcuni fattori storici che sono fondamentali nella diffusione del Cognac che sucessivamente andremo ad unire per spiegare la storia di questo celebre distillato:

  • la necessità di procurare del sale destinato al mantenimento deegli alimenti duranti i frequenti viaggi in nave;
  • l’azione frequente di distillare ogni prodotto, derivata dalle frequenti pratiche alchemiche dell’epoca ma anche successive all’idea olandese di bruciare il vino per poterlo conservare (dal termine olandese braindwine);
  • la volontà dei governi del tempo di poter possedere delle flotte con cui poter comandare i commerci, e quindi la necessità di costruire navi con il legno della quercia;
  • gli episodi relativi alla serie di conflitti europei noti come Guerra dei Trent’anni.

Ricostuendo il contesto sorico in cui nacque il Cognac si spiega la storia del prodotto, e viceversa.

cognacNella regione delle Charentes vi sono delle imponenti saline sull’Oceano Atlantico dalle queli si ricava il Saintonge, un particolare tipo di sale che era richiestissimo dai comandanti delle navi per poter conservare il cibi durante le trasversate.

Spesso i contadini che vendevano il sale erano gli stessi dediti alla produzione di vino che oggi potrebbe definire “del contadino”, quindi spesso, con il fatto di vendere il sale, riuscivano a piazzare anche botti delle loro bevande.

Quando però il vino, dopo le lunghe traversate oceaniche, arrivava a destinazione era difficilmente bevibile perchè si era irrimediabilmente guastato durante il trasposto; i comandanti iniziarono a credere che i contadini gli rifilassero prodotti già scadenti in origine.

I contadini, per evitare le ire dei mercanti, iniziarono a distillare i propri vini per raggiungere un grado alcolico intorno al 20%, che permettesse l’integrità e la stabilità delle bevande.

Nella stessa zona geografica venivano lavorati i tronchi di quercia, nativi nelle Charentes, per la costruzione delle navi, e con gli scarti del legname venivano assemblati i contenitori per il vino, cioè le botti ed i barili di quercia.

Quando iniziarono i primi conflitti relativi alla Guerra dei Trent’anni la circolazione delle navi mercantili subì un brusco calo, a causa dei blocchi navali imposti dai governi in lotta.

I contadini furono quindi costretti loro malgrado a portare le botti di Cognac nelle cantine, ipotizzando una fine indecorosa per i loro distillati.

Di anno in anno, all’atto della verifica dello stato dei loro prodotti, si resero piacevolmente conto che la qualità dei loro vini distillati non peggiorava, anzi, migliorava con il trascorere del tempo.

Quando la guerra terminò i contadini ripresero a commerciare il loro sale, unitamente alle scorte di acquavite che nel frattempo erano invecchiate nelle botti di quercia.

Alcuni dei commercianti decise in seguito di fondare delle agenzie commerciali nella città di Cognac, e questo fu l’inizio della fortuna per la città, che potè godere dei benefici economici legati anche alle attività collegate all’industria del legno, del vetro, della grafica ecc ecc.

Unicità del Cognac

Principalmente i motivi che donano le inimitabili pecualiarità al prodotto finale sono due:

  • la tipologia del terreno, molto calcareo;
  • il clima, microclima tipico di una regione altamente particolare

Il clima è molto piovoso e questo fatto, unito alle massicce concimazioni somministrate ai vigneti, rendono una produzione spinta con uve povere di zucchero e ricche di acidi.

Vitigni

cognacI vitigni della Charentes furono letteralmente ricostituiti all’inizio del ventesimo secolo a seguito di una enorme invasione di fillossera che distrusse tutte le viti inestate su piede americano.

La devastazione del 1878 ha fato in modo che restasse praticamente solo il vitigno di Ugni Blanc, che perse però alcune delle proprie caratteristiche.

I vini che vengono utilizzati nella produzione del Cognac sono derivati dai vitigni:

  • Ugni Blanc, 95%
  • Colombart, Folle Blanche e Saint-Emillon, 5%

Sono vini bianchi con una acidità elevata ed un corpo alcolico di 8 gradi.

I vini hanno peculiarità che, prese singolarmente, potrebbero far pensare a vini di scarsa qualità; le caratterisiche sono infatti:

  • vini giovani
  • che abbiano subito da poco la fermentazione da zucchero in alcole
  • fermentazione non a contatto con le vinacce
  • che abbia subito alcuni travasi al fine di eliminare le sostanze azotate che potrebbero decomporsi con il calore necessario alla distillazione

Essendo vini acidi e con un tenore alcolico di circa 8% hanno problemi di conservazione, motivo per il quale devono essere distillati entro il 31 marzo successivo alla vendemmia, a termini di legge.

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