Profezie di inizio anno: all you can drink

all you can drink

Siamo osservatori di alcuni fenomeni modaioli che tardano, in maniera piò o meno preoccupante, ad assopirsi: ci si riferisce ad eventi chiamati "apericena" o "buffet a prezzo fisso": la percezione viene alterata dal ritmo con il quale vengono assorbiti food a beverage.

drinkTra le righe di questo articolo, e di tutti i contenuti inseriti in questo sito, si è sempre cercato di mantenere un affettuoso distacco dalle opinioni personali di chi scrive, tenendosi distanti da possibili equivoci.

Si reputano molto più interessanti i giudizi ed i pensieri altrui, che in fondo sono l’anima di questo contenitore, che basa la propria filosofia sulla condivisione, di ogni genere ed aspetto.

Condivisione e collaborazione come azioni ma anche come intenti, che danno luogo al nostro impegno.

Alla stessa maniera intendiamo rimanere obiettivi ed imparziali anche quando esprimiamo una previsione su quello che sarà, o che potrebbe essere; da questo punto di vista si vuole osservare ciò che accade, provando ad anticipare i tempi che verranno, con una buona dose di ironia, o meglio, di spirito.

Diamo un’occhiata al mondo del bar, e della ristorazione in generale: si ritiene che la via che si ipotizza più opportuna sembra essere quella della qualità.

Qualità dei prodotti, del servizio, delle materie prime, delle attrezzature, delle relazioni.

In maniera opposta siamo osservatori di alcuni fenomeni modaioli che tardano, in maniera piò o meno preoccupante, ad assopirsi: ci si rapporta a situazioni in cui la percezione di ciò che si stia facendo viene parzialmente distorta.

buffetCi si riferisce ad eventi chiamati “apericena” o “buffet a prezzo fisso”: la percezione viene alterata dal ritmo con il quale vengono assorbiti food a beverage.

Trattando il lato economico ci inoltriamo in una considerazione: come è possibile assegnare un valore in cifre ad una porzione di un cibo qualsiasi e a dieci porzioni dello stessa pietanza che costino, sempre e comunque, la stessa cifra?

Senza includere i danni collaterali legati all’ingordigia, allo spreco, al finto benessere ecc ecc.

Sovente si odono frasi che potrebbero essere riassunte in tal modo:

  • “stasera non ho voglia di cucinare, vado a farmi un aperitivo”
  • “vado a cena in quel posto, 20 euro e mangi tutto quello che vuoi, e si mangia bene!”

Estrapolando dal contesto di un comune dialogo queste frasi si potrebbe ben pensare di assistere alla proclamazione di autentici paradossi:

  • come è possibile andare a bere per non dovere cucinare?
  • perchè ci si deve ritenere fortunati di trovare del cibo decente se si sceglie un posto in cui cenare?

Forse la brama di avere ha oramai superato il desiderio del piacere; se si vuole “avere” per poter provare piacere nell’averlo, pare almeno eccentrico il fatto di avere sempre il desiderio di volere più oggetti (siano essi anche cibi o bevande) ma di minor qualità, a discapito del piacere.

obama drinkStiamo intraprendendo un cammino in un luogo e in un tempo dove esiste molta confusione

Noi proponiamo la totale fusione delle due nuove religioni, per creare la nostra via teosofica che condurrà verso il nostro All You Can Drink, banchetti conviviali organizzati in appositi ristoranti in cui, ad una cifra simbolica stabilita dall’utente, si potrà bere tutto ciò che si desideri, o che si desideri avere.

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